Segnali democratici(?)
In questo articolo Ian Lynam intervista Akira Kobayashi, type designer giapponese che dal 2001 ricopre il ruolo di type director alla Linotype. L’intervista tocca diversi punti: la formazione, le collaborazioni, l’abbinamento delle differenti scritture (giapponesi e latina)… Ho trovato che potesse essere uno spunto interessante, se non fatto curioso, quello che dice a proposito della segnaletica in Giappone.
Lynam chiede com’è la segnaletica in Giappone dal punto di vista tipografico dato che il suo professore diceva che quella negli USA è un disastro. Kobayashi risponde che quella giapponese è ancora peggio: hanno problemi ad accompagnare i caratteri non latini con dei latini decenti (da quanto ho capito usano il Roma-ji che, correggetemi se sbaglio, è l’alfabeto latino solitamente non di alto livello incluso nelle font giapponesi) e a risolvere il problema dell’orientamento delle due scritture. Inoltre, e qui viene il bello, c’è gente che “migliora” la segnaletica, un’usanza di aggiungere informazioni extra, spesso a mano. In Giappone si possono vedere tanti esempi di questo tipo opera di non professionisti con buone intenzioni e, per inciso, Kobayashi le adora.
Paolo Mazzetti